SOCIETA'

LA STORIA DEL TIBER RACCONTATA DA MICHELA DANIELE

Se, quando misi piede per la prima volta su un galleggiante di canottaggio (era quello del Circolo Canottieri Lazio), mi avessero detto che un giorno, dopo tanto tempo e fatica spesa sui remi, avrei avuto un circolo tutto mio, probabilmente mi sarei fatta una risata.

Il Tiber Rowing nasce nel 2010 dalla grande passione per questo sport di 4 amici (Luca, Giuseppe, Alessandra e Michela) che, un giorno, dopo tanti anni trascorsi sia come atleti che come tecnici nei più grandi circoli di canottaggio romani, si sono seduti intorno a un tavolo e, un po’ per gioco e un po’ per sfida, hanno deciso di uscire dal “conformismo e dagli schemi” dei sodalizi storici e di dare vita alla prima ASD di canottaggio autofinanziata e dedicata esclusivamente all’attività master.

Tiber Rowing Club nasce con la volontà di aggregare, solo ed esclusivamente, appassionati del remo, principianti e non; radunare quel gruppo di atleti amatoriali che desiderano vedere tutte le risorse a disposizione del proprio circolo investite esclusivamente nel canottaggio. Da qui ci siamo uniti e, ognuno secondo le proprie possibilità, abbiamo iniziato con la progettazione, l’organizzazione e la costruzione del nostro circolo, partendo dal nulla.

Nonostante il pilastro portante del Tiber sia stato e sia tutt’ora una grandissima passione per questo sport, non posso nascondere che negli anni le difficoltà sono state tante e di ogni genere, tali da farmi pensare più di una volta di tirare i remi in barca e mollare tutto. Ma il canottaggio non insegna questo: insegna ad andare avanti nonostante tutto e ad aumentare l’impegno proprio quando pensiamo di non farcela più. Abbiamo fondato il Tiber per cercare di trasmettere a più persone possibile i valori e la forza che il canottaggio aveva insegnato a noi, per cui… mollare non era contemplato!

Ad oggi posso dire, senza ombra di dubbio, che le gioie e le soddisfazioni accumulate in questi 15 anni di “vita Tiber” sono state tanto grandi quanto inattese, e hanno lasciato un’impronta molto più profonda di quella lasciata dalle difficoltà.

L’elemento distintivo che ha permesso al Tiber di andare avanti e raggiungere grandi successi, non solo sportivi ma anche “umani”, penso sia proprio l’affetto, il supporto, la fiducia e la fedeltà dimostrati negli anni da tutti i soci: persone speciali che hanno trasformato la nostra piccola ASD in una coesa e magnifica famiglia. Una famiglia in cui i valori dello sport, fatti di lealtà, rispetto delle regole, impegno e disciplina, si sono uniti alla perfezione con quelli familiari, che insegnano amore, rispetto reciproco, fiducia, tolleranza, responsabilità e solidarietà, creando così un ambiente di supporto e crescita per ognuno di noi.

È proprio con questo spirito che accogliamo al Tiber tutti coloro che hanno il nostro stesso “amore per il remo” e che magari non trovano spazio in altri sodalizi; chi è sempre stato incuriosito dal canottaggio; chi si vuole misurare con le gare; chi vuole scoprire un ambiente sano, goliardico e amichevole; chi vuole staccare la spina ed immergersi in un’oasi di pace per qualche ora.

Siamo noi, quelli del Tiber: una realtà moderna che si affaccia però in un mondo antico, un mondo pieno di tradizioni; il mondo di chi ama sentire la pioggia sulle spalle, il sole sulla faccia e il rumore della prua che fende l’acqua, con il proprio equipaggio a bordo e la fatica come migliore amica.

Se vi riconoscete in questo, siete dei nostri: venite a trovarci, venite a respirare il Tiber. Nel nostro circolo troverete un equipaggio pronto ad accogliervi e a farvi sentire parte della nostra famiglia.

Concludo ringraziando con profondo affetto e gratitudine tutti i soci che hanno creduto in questo progetto e hanno reso possibile la realizzazione di un sogno, dimostrando che le passioni ci permettono di raggiungere obiettivi che, spesso, la ragione fatica anche solo a immaginare.

Grazie e buona voga a tutti gli appassionati del canottaggio.

MICHELA